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Vestiti, rimanete qui!***

Sina Trinkwalder produce capi di vestiario “Made in Augsburg” e riporta l’industria tessile nella sua città

Nel cuore di Augusta si cuce a macchina a pieno ritmo. Dietro la vetrina di una sala di produzione di quasi 5000 metri quadrati si cuciono, rammendano, orlano magliette, jeans e borse per la spesa. Un ritorno alle tradizioni di questa città. Fino a cinquant’anni fa l’industria tessile di Augusta offriva, infatti, lavoro a quasi 20,000 persone. Poi l’intero settore ha subito una grave crisi e le industrie sono “emigrate” in Asia. Ma Sina Trinkwalder, originaria di Augusta, non si è voluta rassegnare a questa tendenza di delocalizzazione. “Voglio dimostrare -spiegava la giovane imprenditrice qualche anno fa- come la produzione di tessili può avvenire ancora in Germania”, e così ha creato nel 2010 ad Augusta Manomama, un marchio socialmente ed ecologicamente sostenibile.

Fino ad allora, in verità Trinkwalder non aveva niente a che fare con il settore dell’industria tessile. Insieme a suo marito possedeva, infatti, un’agenzia di pubblicità. Ma un giorno capì che tutto il denaro che guadagnava con il suo lavoro non era altro che denaro che portava a sofferenza: convinceva infatti le persone ad acquistare prodotti e a consumare sempre di più in un circolo vizioso – un po’ come un criceto che gira nella sua ruota. “Volevo fare -chiarisce l’imprenditrice 36enne – qualche cosa che avesse senso, che avesse una rilevanza sociale”. Normalmente l’idea per creare un prodotto porta alla fondazione di un’impresa. “Ma la mia idea –sottolinea Trinkwalder- si basava sulle persone. Volevo soprattutto creare posti di lavoro per chi, in genere, nessuno vuole assumere”.

Per restare nella tradizione di, Augusta, dove si producevano tessuti, Sina Trinkwalder, insieme a suo marito Elan, iniziano a studiare tutto sul design di prodotto, la chimica tessile e le tecniche di procedimento. Nell’Aprile 2010 prende il via la loro collezione di magliette realizzata da 12 collaboratrici, tutte ex casalinghe o disoccupate. Oggi sono 150 le donne coinvolte in questo progetto lavorativo. Oltre alle t-shirt, si producono jeans, giacche, intimo e cinte. A parte l’utilizzo di cotone biologico, tutti i materiali provengono da produzioni ecologiche regionali. Oltre alla vendita online, i capi sono acquistabili nelle botteghe equo-solidali. La Trinkwalder ha raggiunto oggi il suo obiettivo: ha creato occupazione per molte persone che non avevano grandi chance sul mercato del lavoro e ha allo stesso tempo realizzato un progetto che ha dato un senso alla sua vita. 

Elisa Peduto

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