Dalla Cina all’Europa, l’inquinamento atmosferico soffoca le città***

Dagli ultimi dati dell’agenzia dell’ambiente europea allo smog che copre molte città cinesi, l’inquinamento atmosferico continua a mietere vittime.

04/12/2015

Rudi Bressa

È bastato che le temperature si abbassassero e in Cina il cielo è diventato invisibile. Le notizie che provengono dal Paese asiatico parlano di una spessa coltre di smog che copre l’intera città di Pechino, tanto che la cittadinanza è stata invitata a rimanere in spazi chiusi. 

Allarmanti le concentrazioni di Pm2,5, che hanno fatto registrare valori 20 volte superiori – 598 microgrammi per metro cubo – ai livelli ritenuti sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La situazione pare essere così grave da aver spinto le autorità cinesi a chiudere migliaia di fabbriche.

Non va meglio in Europa, anche se la situazione è decisamente diversa. Lo rivela l’ultimo rapporto reso pubblico dall‘Agenzia europea dell’ambiente(Aea) che spiega come: “la maggior parte degli abitanti delle città continua ad essere esposta a livelli di inquinanti atmosferici che l’Organizzazione mondiale della sanità non ritiene sicuri”.

La relazione mostra con dati provenienti dall’Europa a 28 come le concentrazioni di Pm10, Pm2,5, ozono e ossidi di azoto abbiano causato la morte prematura di 432 mila persone solo ne 2012. “Nonostante i miglioramenti continui degli ultimi decenni – ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea – l’inquinamento atmosferico incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita. Inoltre, ha un impatto economico notevole, poiché aumenta i costi sanitari e riduce la produttività con la perdita di giorni lavorativi in tutti i settori dell’economia”.

Sfogliando il rapporto ciò che attira l’attenzione è certamente la situazione italiana, in particolare quella della Pianura Padana, che vede sforare i limiti ritenuti sicuri per la maggior parte degli inquinanti. Trasporti, industria, produzione di energia e riscaldamento sono i settori maggiormente responsabili. Non sono solo le emissioni di carbonio ad essere protagoniste in negativo quindi, ma anche gli altri inquinanti atmosferici prodotti dalle attività antropiche.  

proprio da Parigi, dove in questi giorni i leader di 196 stanno discutendo per trovare un accordo alla riduzione delle emissioni, arriva il commento del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti: “In Italia la situazione è di luci e ombre. Abbiamo fatto molti passi avanti in tema di tutela ambientale con le energie rinnovabili e la green economy. Ma ci portiamo dal passato delle situazioni drammatiche, come è evidente in quel dato diffuso dal rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente”.

Energie rinnovabili, taglio dei sussidi alle fonti fossili (come carbone e petrolio),  efficienza energetica. La proposta è sul tavolo, ora è tempo di metterla in pratica.

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