Batterie di carta

Il futuro della pila è scritto nella cellulosa

Batterie realizzate dalla carta e attivate dai batteri del corpo umano, leggerissime, trasportabili, usa e getta ma con un basso impatto ambientale, perfette per le piccole apparecchiature elettroniche e per la tecnologia medica in particolare. Lanciate già dal 2018, negli anni a venire potrebbero essere la migliore risposta al problema delle mini pile inquinanti e ingombranti, per le quali è necessario un processo di raccolta rifiuti e smaltimento costoso e decisamente non green.

In prima linea in questa nuova frontiera dell’industria della carta è un’azienda spagnola, la Fuelium, che grazie al suo team tecnico ha ideato e reso realtà una batteria costruita con carta, carbonio e ridottissime percentuali di metalli a bassa tossicità. Non più grande di un centimetro quadrato, si attiva con il contatto dei fluidi corporei ed è stata pensata principalmente per alcuni dispositivi biometrici monouso, come i test di gravidanza, quelli per la rilevazione di malattie e gli alcol test che finiscono nel cestino dopo il loro utilizzo. Dispositivi per i quali le normali batterie, pensate per un utilizzo più prolungato, molto più inquinanti e complicate da smaltire, costituiscono un grande spreco.

Ma nel futuro, sono notevoli le applicazioni possibili per queste batterie il cui maggior merito, oltre alla ottima riciclabilità, sta nell’offrire la quantità di energia che serve e nulla più, a spreco zero.

L’ennesima prova che i prodotti a base di cellulosa sono la “carta in più” dell’economia circolare.

10 Gennaio 2020Tags: